venerdì 15 luglio 2011

Naikan

Oggi sono venuta a conoscenza di un metodo di auto-riflessione giapponese che potrebbe interessarvi..sempre che qualcuno mi legga!?? Comunque si tratta di una tecnica per farci comprendere l'esistenza così come si manifesta senza troppe complicazioni eliminando il nostro senso di vittimismo. Il Naikan serve per trovare sé stessi, infatti Nai significa “dentro” e Kan “guardare”, in poche parole significa guardarsi dentro. Questo metodo di riflessione si basa su tre domande:
  1. Gli altri che cosa hanno fatto per me?
  2. Che cosa abbiamo fatto di buono per gli altri?
  3. Che problemi abbiamo creato negli altri?
Nel primo caso dobbiamo concentrarci su ciò che abbiamo ricevuto, noi tendiamo sempre a ricordarci più facilmente ciò che gli altri non hanno fatto per noi, ciò che nostra madre per esempio non ha fatto senza pensare invece per prima a quanti gesti d'attenzione ci ha regalato e che noi diamo per scontati.
La seconda domanda ci ricorda di ripensare a quanto bene abbiamo fatto agli altri, perché per una sorta di forma di egoismo tendiamo a fare tanto per noi stessi, anche nel momento in cui ci doniamo agli altri molte volte lo facciamo semplicemente per far sentire meglio noi stessi e poi solo secondariamente per fare del bene agli altri. Questa domanda invece ci vuole aiutare a ricordare le cose che abbiamo fatto di buono in modo spassionato.
La terza domanda ci invita invece a ripensare a quanto possiamo aver fatto soffrire gli altri.
Questa logica orientale elimina il senso di colpa e di pentimento cattolico e ci invita invece a prendere consapevolezza di noi stessi e degli altri per cercare di migliorare e per osservare le cose nella loro complessità ed esattezza. 



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